Ma il miele al bambino fa male?

Il miele è un alimento prodotto dalle api a partire dal nettare o dalla melata; è antibatterico e antibiotico alleato del sistema immunitario.

Molti tipi di miele contengono notevoli quantità di perossido di idrogeno, cioè di acqua ossigenata, la stessa che si usa di solito per disinfettare le ferite.

Le alte temperature a cui viene sottoposto durante la pastorizzazione neutralizzano alcune sostanze benefiche: per ottenere il massimo effetto battericida, l’ideale sarebbe il miele grezzo, quello non trattato.

Oltre a fermare le infezioni superficiali, il miele attenua i sintomi delle ulcere gastriche ed è utilizzato per il trattamento della diarrea che, soprattutto nei bambini, può essere pericolosa perché causa disidratazione; è anche efficace contro la stipsi.

Le calorie contenute nel miele sono circa 300 kcal per 100 g di prodotto, ma possono variare a seconda del tipo di miele; cambiano anche le proprietà terapeutiche

Ad esempio il miele di acacia agisce positivamente sull’apparato digerente, il miele di bosco invece è indicato negli stati influenzali, quello di arancio ha proprietà cicatrizzanti.

Il miele ha quindi un sacco di proprietà benefiche ma c’è un’incognita che aleggia sul suo consumo nei bambini al di sotto di 1 anno di età: il botulismo infantile.

Il botulismo è una grave malattia che porta ad una repentina paralisi del corpo, ed è causata dall’ingestione del batterio Clostridium Botulinum e dalla sua successiva proliferazione nell’intestino.

I processi di pastorizzazione ai quali sono sottoposti gli alimenti che ingeriamo, rendono minimo il rischio di contrarre questa malattia, ma non nel caso di bambini sotto i 12 mesi di vita.

Il colon di essi, infatti, presenta condizioni ottimali per la proliferazione delle spore e il loro intestino non è ancora in grado di neutralizzare il batterio; basta quindi la sola ingestione per contrarre il botulismo.

Questa è una malattia difficile da diagnosticare perché presenta alcuni sintomi in comune con altre patologie (ad esempio poliomielite, miastenia ecc…) ed è quindi difficile inquadrare in modo esaustivo il fenomeno.

Non si può essere certi dell’assenza di spore del batterio in un vasetto di miele perché non si è ancora giunti ad una conclusione univoca sull’origine della contaminazione del miele con le spore.

Di preciso non si sa ancora se esse siano il frutto della manipolazione del miele da parte dell’uomo per la sua commercializzazione, o se invece le spore siano già presenti nei fiori, ma è certo che rappresentino un problema reale.

In Italia non ci sono dati certi sulla sua incidenza, ma è comunque consigliabile evitare di somministrare miele ai bambini per il primo anno.

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